Comunicato di adesione alla manifestazione NO VAT - 14 febbraio 2009

Anche quest’anno il CLR aderisce alla manifestazione NO VAT del 14 febbraio.

Il tempo passa, ma gli ostacoli posti in essere dalle gerarchie ecclesiastiche che contaminano la vita laica dello stato e delle cittadine e dei cittadini italiani persistono: anzi, si inaspriscono sempre più, complice la restaurazione posta in essere dal pontificato di Ratzinger e dalla sempre più prona politica istituzionale presunta repubblicana.

A fronte dei continui attacchi alla laicità e all’autodeterminazione delle cittadine e dei cittadini italiani l’unica risposta delle istituzioni è un silenzio assordante o, nel migliore dei casi, un indistinto balbettio che si leva ogni tanto dal coro di assensi e giubilo che ormai contraddistingue la politica italiana, subito zittito dall’arroganza della maggioranza di governo e dal servilismo delle opposizioni.

Fatte salve poche, autorevoli voci che trasversalmente reclamano dignità per le cittadine e i cittadini italiani, il desolante panorama nazionale non offre altro che ostentazioni di plauso e incondizionati favori allo Stato Vaticano: dai fondi per le scuole cattoliche (cancellati per dodici ore in un momento di confusione mentale e immediatamente reintegrati, forse per tema di scomunica…) all’annosa questione dell’Ici, dalle insopportabili vessazioni del Concordato alle questioni inerenti il testamento biologico, la politica italiana non fa altro che inginocchiarsi e baciare la pantofola papalina. Sulle donne (aborto, procreazione assistita, controllo sul corpo) sembra di essere tornate al medio evo.

La solita e solida alleanza tra Stato Italiano e Stato della Chiesa diventa ancor più insopportabile mentre il resto del mondo, con l’ingresso di nuove figure politiche, sembra muoversi verso il futuro e fa sentire la propria voce laica nel rispetto delle posizioni altrui.

Avere “il morto in casa” penalizza il nostro paese economicamente e socialmente ma il coro di prefiche e postulanti che ruota intorno al catafalco non fa che peggiorare la situazione, mostrandoci per quello che, evidentemente, realmente siamo: un popolo piccolo, che non cresce mai.

Vogliamo riappropriarci delle nostre vite e anche delle nostre morti, vogliamo poter esprimere appieno l’esistenza senza controlli né sul corpo né sull’ anima, vogliamo laicamente vivere in un paese che sia finalmente moderno, scevro di servilismi e condizionamenti, antifascista e solidale con le diversità, accogliente con i migranti, sicuro soprattutto per le donne, ma senza esercito nelle strade. Un paese  dove il diritto di parola appartenga a tutte/i,  un paese, in sintesi, dove desiderio ed utopia possano coincidere.

Per questo saremo in piazza il 14 febbraio, come lesbiche e come donne e invitiamo tutte le compagne che si riconoscono in questa altra realtà a partecipare.

Lesbicamente

COORDINAMENTO LESBICHE ROMANE

P.S: ma è proprio sicuro che morto un papa se ne deve fare un altro?

Per info e adesioni: http://www.facciamobreccia.org/
Roma 03/02/2009