Dalla guerra di Troia a quella in Afghanistan contro il burqa passando per gli stupri etnici dei Balcani, da sempre le donne vengono usate come merce di scambio tra gli uomini.
Violenza, stupri e femminicidi sono il marchio del potere patriarcale che ha fatto del sessismo il proprio strumento di controllo e di accesso alle donne.
In Italia non c’è volontà di cambiamento: i politici ignorano i dati sulla violenza domestica, prima causa di morte per le donne, mentre in Parlamento continua a dare bella mostra di sé il Ratto delle Sabine come scellerato simbolo della “maschia italianità”, chiaro messaggio dei nostri rappresentanti politici su come debba essere intesa la relazione tra donne e uomini.Incentrare la questione della violenza degli uomini sulle donne sul piano della sicurezza e dell’ordine pubblico, sposata anche dalla cosiddetta sinistra, è un’operazione strumentale oltre che una vera e propria deriva fascista.
La ministra Pollastrini, sostenendo queste operazioni, si rende strumento della destra.Le proponiamo allora di estendere il decreto di espulsione a tutti gli italiani (e sono la maggioranza) padri, fratelli, figli, mariti, fidanzati, conviventi ed ex che violentano ed uccidono le donne: questo garantirebbe davvero la nostra sicurezza.La soluzione migliore sarebbe un trasferimento in massa in uno stato straniero: Città del Vaticano, così il cerchio dei nemici delle donne si chiuderà definitivamente.
Aderiamo dunque alla manifestazione del 24 novembre contro la violenza sulle donne, invitando tutte a non abbassare più la guardia e a mantenere una vigilanza attiva che duri nel tempo e che non si riduca allo spazio di una giornata.
CLR - Coordinamento Lesbiche Romane